Materie e Metodo

Esplorare la verità del momento attraverso mente e corpo

La tecnica di Michail Cechov è un approccio alla recitazione creativo e fantasioso, diretto a condurre l’attore/attrice verso una profonda esperienza di verità scenica. Pone l’accento sulla sinergia tra corpo, immaginazione, intelletto ed emozioni, valorizzando l’elemento più prezioso dell’artista: la sua individualità creativa. Questa caratteristica distintiva, che integra mente e corpo in un unico processo, la definisce psicofisica.

Il Primo Studio
1911-1923
Stanislavskij- Sulerzickij

Rilassamento, concentrazione e ingenuità erano gli elementi essenziali e originari dei principi stanislavskiani dello stato d’ animo creativo e costituivano i cardini base su cui l’ attore impostava “il lavoro su se stesso”. La memoria emotiva, la comunicazione e il ritmo riguardavano il procedimento individuale e privato della “creazione del ruolo”.

Materie principali
Rilassamento, concentrazione, attenzione, immaginazione, ingenuità, memoria emotiva, comunicazione, ritmo.​

Il Secondo Studio
1919-1922
Evgenij Vachtangov

Vachtangov suddivise gli studi dell’attore in quattro fasi: 1 la fase preparatoria con sessioni dedicate al rilassamento, alla concentrazione, alla giustificazione, al cerchio di attenzione, alla fantasia, alla memoria emotiva e al tempo. 2 Il metodo di lavoro comprendeva esercizi di comunicazione e sulla solitudine in pubblico. 3 L’ analisi dei drammi e dei ruoli. 4 Caratterizzazione esteriore.

Materie principali
Rilassamento, concentrazione, giustificazione, fantasia, cerchio di attenzione, memoria emotiva [sentimenti ricordati anziché rivissuti], comunicazione, compito, tempo, ritmo.

L’ ultimo Stanislavskij
1929-1938
K.S. Stanislavskij

Quasi tutti gli elementi del Sistema erano insegnati all’ inizio degli anni trenta. Tuttavia sia gli attori neodiplomati che quelli affermati continuavano volontariamente a esercitarsi sugli elementi dell’ ultimo Sistema: Il “metodo delle azioni fisiche”.

Materie principali
Rilassamento, l’ azione e le circostanze date, il “magico se”, immaginazione, concentrazione, ingenuità e senso del vero, il richiamo emotivo, memoria sensoriale, comunicazione, adattamento, tempo ritmo.

Tecnica ed esercizi
1919- 1928
Michail Cechov

Cechov elaborò esercizi chiamati “soglia” o “spirito creativo” diretti a produrre negli allievi una corrente di energia e ilarità. Alcuni elementi della tecnica cechoviana ricalcavano il modello del Sistema anche se gli esercizi in questione privilegiavano gli aspetti fisici e la sollecitazione dell’ immaginazione dell’ attore. Altri elementi invece erano nuovi e particolari: movimento-euritmia, senso della compiutezza, atmosfere, caratterizzazione e lavoro con il testo.

Materie principali
Soglia e spirito creativo, concentrazione, immaginazione, naturalezza, movimento, euritmia, senso della compiutezza, atmosfere, caratterizzazione, lavoro con il testo.

Tecnica ed esercizi
1937-1952
Michail Cechov

Dal 1937 Michail Cechov dedicò tempo ed energie alla formulazione di un programma completo per la formazione dell’ attore. il corso della durata di due anni comprendeva lezioni di improvvisazione e lavoro sulle scene teatrali, esercizi dedicati al movimento, alla voce, al linguaggio e all’ euritmia.

Materie principali
Immaginazione, concentrazione, l’Io superiore e individualità, atmosfere e qualità, il gesto psicologico, senso della forma, senso della bellezza, senso della compiutezza, naturalezza, il corpo immaginario, immagine e incorporazione, irradiazione, compiti, Il senso dello stile, mantenimento, composizione della performance.

Programma NAE
2006
Michail Cechov Studio

Il programma NAE  comprende una serie di tecniche di potenziamento del subconscio e di approccio alla performance dalla sceneggiatura: 1- dal “perché” al “come” 2- dal “come” a “oltre l’ opera”. Sviluppa l’ istinto e l’ espansione creativa dell’ attore focalizzandosi sull’ esplorazione dello script -non solo per via lineare/analitica- e sul montaggio dinamico.

Materie principali
Esplorazione dello script, immagine cinestetica, ponti di comunicazione, voce DDP, tridimensionalità dell’ azione, montaggio dinamico.

Dalla Russia a Hollywood:
L’ Odissea centenaria di Cechov e Shdanoff (2002)

Gregory Peck racconta questo documentario che inizia nella Russia zarista con la nascita di Michail Cechov a San Pietroburgo, nel 1891, attraverso la sua ascesa alla celebrità sul palcoscenico del Teatro d’Arte di Mosca e, infine, alla sua carriera cinematografica e di coach a Hollywood fino alla sua morte nel 1955, allenando personalità come Gary Cooper, Marilyn Monroe, James Dean, Anthony Quinn, Jack Palance e altre star importanti della Hollywood dell’ epoca.

Lungo il suo percorso Cechov ha combattuto con traumi personali e perdite, follia e sconvolgimento politico dalla Rivoluzione russa.

Molte delle interviste in questo documentario sono state girate in un simposio sulla carriera e la biografia di Michail Cechov che si è tenuto negli Stati Uniti negli anni ’90. I partecipanti al simposio hanno condiviso i loro ricordi sull’insegnamento e sul lavoro con il grande attore e insegnante di recitazione [Cechov (1891-1955), di origine russa, nipote dello scrittore russo Anton Cechov ( 1860-1904)]. Vengono aggiunti molti filmati, oltre ad alcuni rari fotogrammi degli stessi Cechov e Shdanoff, per illustrare le interviste e i commenti.

Uno dei partecipanti, l’attrice Mala Powers, è menzionata nei crediti del film anche come esecutore testamentario della proprietà e della fondazione di Michael Cechov e senza dubbio ha svolto un ruolo importante nella realizzazione di questo documentario. Passando alla scienza spirituale di Rudolf Steiner, le intuizioni di Michail Cechov sull’allenamento e le forme performative violavano gli standard sovietici, situazione che mise in pericolo la sua vita. Il film rivela la sua fuga dalla Russia a Berlino nel 1928, i suoi anni “vagabondi” in cui continua a insegnare e sviluppare le sue tecniche rivoluzionarie di performance a Berlino, Parigi, Lettonia, Lituania e infine in Inghilterra, dove l’emigrato russo George Shdanoff si unisce al Chekhov Theatre Studio come drammaturgo e co-regista. L’ascesa di Hitler, il colpo di stato nazionalsocialista, un attacco di cuore e infine la seconda guerra mondiale costringono il signor Cechov e il signor Shdanoff a trasferirsi negli Stati Uniti. L’ultimo terzo del film include filmati di interviste di vari attori che rivelano l’ impatto di Cechov e Shdanoff sulle loro carriere e approfondimenti sugli approcci unici alla Tecnica Cechov, che sono cresciuti nell’interesse globale. Gesti psicologici, centri, atmosfera e corpo immaginario sono discussi da Anthony Quinn, Leslie Caron, Patricia Neal, Mala Powers e altri noti attori.

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